«Siamo i piloti della Scala». Il paragone tra gli scioperanti dell’orchestra e i ribelli del cielo, forse non troppo fortunato, è di Stefano Curci. Lui suona il corno e fa parte del nutrito gruppo di musicisti e artisti del coro che ha bloccato le prime tre recite di Bohème e della Dame, senza nessuna intenzione di tornare sui propri passi. Gli iscritti al Fials si sono riuniti in una sala del Dal Verme («l’abbiamo affitata per mille euro» spiega il segretario, Sandro Malatesta»).
Orchestrali e coro del Fials insistono nella richiesta di avere un trattamento a parte, diverso dal resto dei lavoratori del teatro: «Il nostro non è un muro contro muro. Aspettiamo un segnale per discutere e cioè che il Teatro riapra la trattativa. Altrimenti andremo avanti con gli scioperi».
Alla Scala, in platea, si svolge l’altra assemblea, guidata dai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil. Parla una maschera, tecnici, coristi e qualche orchestrale contrario alla linea dura. «È una follia fermare la Scala con gli scioperi. Si rischia il commissariamento» dice Domenico Dentoni della Uil. In molti si lamentano perché gli scioperi dell’area artistica fanno perdere soldi a tutti, chiedono di reperire orchestrali che lavorano e la prossima volta fare lo spettacolo comunque. «Il Fials ha sessanta iscritti e venti simpatizzanti, ma ci sono molti indecisi» suggerisce un musicista.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295263